La realtà che si intreccia con la fantasia. Il sottile confine che separa la quotidianità dalla percezione di un’estensione della concretezza affettiva. Colleen Hoover torna in libreria con Woman down, edito da Sperling & Kupfer, una storia avvincente e magnetica che incolla il lettore fino all’ultima pagina attraverso una trama ricca di tensione. Come una una miccia che accende adrenalina, creando domande, senza avere certezze e seguendo un impulso irrefrenabile, quello dell’autrice… o delle doppie autrici!
Lo stile della Hoover è inconfondibile, in ogni suo romanzo ha la capacità di far ruotare intorno al lettore una girandola incessante di emozioni contrastanti. Il risultato è sempre un viaggio nei sentimenti, nelle più recondite trasgressioni, in quei desideri mai pronunciati che poi si materializzano o nelle passioni più impensabili che si tramutano in un motore vitale e vibrante. Colleen Hoover questa volta punta i riflettori su una scrittrice che vive un blocco creativo ed è alla ricerca dell’ispirazione per il suo prossimo romanzo.
Niente è come sembra e tutto può trasformarsi in uno squisito ingrediente per il prossimo libro.
Petra Rose è una scrittrice affermata nella narrativa contemporanea ma, dopo la disastrosa trasposizione cinematografica del suo ultimo romanzo, è diventata un bersaglio nei social. Contemporaneamente a una carriera in difficoltà, vive un blocco creativo e, alla ricerca di un’ispirazione per un nuovo romanzo, trova rifugio in una baita isolata sul lago. Il paesaggio così silenzioso e la quiete che Petra cerca, vengono spezzate dall’arrivo di Nathaniel Saint, un affascinante detective. La presenza di Saint riaccende in Petra la scintilla creativa e il protagonista del suo romanzo, un poliziotto, prende vita nella realtà. La scrittrice che è in Petra emerge di nuovo e ha bisogno di soddisfare le sue curiosità, cercare risposte alle sue domande, vivere i suoi personaggi. La stesura del romanzo va di pari passo a un caos inaspettato che Petra si trova a vivere sulla propria pelle.
La bravura di una scrittrice è riuscire a entrare in sintonia con i propri lettori. Generare quell’appeal in grado di creare una connessione senza contatto, soltanto attraverso le parole. Quante volte leggendo un romanzo ci domandiamo quanto peso abbiano nella mente di una scrittrice determinate frasi, situazioni compromettenti, particolari apparentemente inspiegabili? E quanto la fantasia si interseca con la realtà? Uno scrittore ha bisogno di ispirazione per accendere la libertà creativa e dare sfogo a ciò che la mente produce in sequenze che vorticano veloci nei pensieri.
Realizzare un testo è un processo lungo e personale ma certamente necessita solitudine, perché è in quel contatto con sé stessi che si riesce ad ascoltare il proprio “io” e sentire il fuoco creativo. Come scrive Petra Rose nel romanzo, ho sempre usato la scrittura sia come fuga sia come terapia ed è questo il modo in cui va vista, è il rifugio di noi stessi dove il realismo incontra la bellezza della fantasia ed emozioni vissute o inventate. La sottile linea che separa il reale dal vissuto resta spesso segretamente dentro un autore che custodisce gelosamente il nettare più prezioso delle proprie parole scritte in un romanzo. D’altronde quando un’opera ci conquista ha davvero così importanza conoscere l’ispirazione? Forse è meglio mantenere un alone di mistero dietro alle storie più belle che amiamo leggere. I narratori immaginano, vivono, creano, liberano l’immaginazione.
Da scrittrice, provo una strana sensazione a trovarmi così vicina alla versione reale del mio personaggio. È come se una mia invenzione avesse preso vita e questo pensiero mi immette in circolo una scarica di adrenalina.
Adoro come mi sta guardando in questo momento, l’intensità, il modo in cui mi fa sentire vista come non ha mai fatto nessun altro. Vorrei catturare questa sensazione, descriverla nei dettagli, perché ho paura che, se non lo faccio subito, dopo non riuscirò a descriverla appieno.
L’uomo che sembra sempre fuggire da qualcosa, anche quando è fermo.
Il personaggio e la mia fonte d’ispirazione si confondono come acquerelli in una tempesta.
Il senso di colpa, la segretezza, il brivido del proibito. Avevi la necessità di provarlo, di viverlo, per poter scrivere meglio. Ti ho fornito il carburante che ti serviva.
Colleen Hoover vive in Texas ed è l’autrice più venduta al mondo, con 35 milioni di copie, tradotta in più di 40 Paesi. Tra i suoi romanzi più famosi: It ends with us, It starts with us, Verity, All your perfects e Reminders of him, pubblicati in Italia da Sperling & Kupfer. Da It ends with us è stato tratto l’omonimo film con protagonista Blake Lively. È stata realizzata la trasposizione cinematografica anche di Regretting you e tra qualche settimana uscirà Reminders of him.
Foto ©Sperling & Kupfer – foto autrice ©Cayson
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