Sanremo 2026, Alicia Keys incanta l’Ariston

Nicolò Filippucci trionfa nelle Nuove Proposte, Angelica Bove è premiata dalla critica. Alicia Keys riscalda il festival e Mogol fa cantare la platea

Sanremo è quel che non ti aspetti e quel che pensi di conoscere. È il motivetto che ti entra in testa e la canzone che ti stona e non sopporti. È la moda da osservare e il giudizio facile che rende tutti esperti critici per una settimana. Sì, Sanremo è ogni anno tutto questo.

 

Arrivati a poche ore dalla quarta serata si entra nel vivo della gara e i primi vincitori iniziano a festeggiare. Nicolò Filippucci si aggiudica la vittoria nelle Nuove Proposte e ad Angelica Bove vanno i premi della critica Mia Martini e della sala stampa Lucio Dalla. Nicolò ed Angelica sono due bellissime voci, hanno portato sul palco dell’Ariston la loro freschezza e determinazione, mista a profondità ed emotività. Sia Mattone di Angelica Bove che Laguna di Nicolò Filippucci sono brani che esplorano le emozioni, le fragilità e i sentimenti.

 

«È una canzone autobiografica racconta una storia che si chiude e le emozioni che si provano quando una storia finisce. Mi piace questo concetto della laguna come se fosse un bacino di emozioni e ricordi, racconta quello che è successo nella mia vita, è un viaggio nei miei ricordi», confida Filippucci.

«Sono estremamente grata per il riconoscimento di qualità del progetto in cui credo fortemente. Il dolore mi ha donato prospettive molto importanti, ho visto la vita da un altro punto di vista, è stato un bel viaggio. Sono scappata dal dolore, ma poi l’ho ripreso e guardato in faccia ed ho visto la luce. Il mio progetto musicale è l’unico spazio dove mi concedo di esorcizzare il dolore e raccontarmi a 360 gradi», spiega Angelica Bove.

 

La quarta serata è dedicata alle cover e sarà ricca di ospiti che saliranno sul palco dell’Ariston affiancando i 30 big in gara in performance studiate nei dettagli. Carlo Conti e Laura Pausini saranno affiancati da Bianca Balti.

 

Sulle note

La musica della terza serata scivola tra la delicatezza della Magica favola di Arisa e il rap melodico Labirinto di Luché, l’elegante padronanza scenica e vocale degli Animali Notturni di Malika Ayane e la Naturale naturalezza di Leo Gassman, il crescendo vocale de Le cose che non sai di me di Mara Sattei e l’emozionante perfezione di Serena Brancale in Qui con me, l’incertezza negli Avvoltoi di Eddie Brock e la profondità che porta con sé Prima o poi di Michele Bravi, il ritmo divertente dell’Ossessione di Samurai Jay e la scanzonata Tu mi piaci tanto di Sayf, la solidità de Il meglio di me di Francesco Renga e il sentimentalismo attraverso le parole di Ora e per sempre di Raf, l’energia da standing ovation del Per sempre sì di Sal Da Vinci e la complessità ed energia dell’Uomo che cade di Tredici Pietro fino ad arrivare alla leggerezza del duetto degli innamorati Maria Antonietta e Colombre con la loro La felicità e basta.

 

Messaggi di pace

Uno dei momenti più coinvolgenti della serata è stata l’esibizione di Laura Pausini insieme al Piccolo coro dell’Antoniano sulle note della celebre Heal the world di Michael Jackson. Quando la musica incontra un messaggio di pace si trasforma in un abbraccio universale che passa attraverso le note e raggiunge chiunque. Sono le voci bianche che chiedono un mondo migliore e che si intrecciano con la vocalità della Pausini creando un connubio perfetto. «Vogliamo tutti un mondo senza guerre e lo vogliamo per loro», dice la cantante indicando i piccoli intorno a lei.

 

Un premio che attraversa la storia della musica italiana

Non c’è una persona all’Artiston, e probabilmente in tutte le case, che non abbia cantato le canzoni firmate dalla genialità di un autore come Mogol. Sanremo lo onora del Premio alla carriera, a pochi mesi dai suoi 90 anni. Mogol sul palco, visibilmente commosso per la calorosa accoglienza, ha ricordato di aver depositato ben 1776 canzoni alla Siae e venduto 523 milioni di dischi nel mondo. I suoi capolavori scorrono nelle immagini e voci che sono entrate nella storia della musica italiana. Soltanto una melodia resta nel suo cuore, la canzone che ha dedicato alla moglie perché «quando non ci sarò più, ci sopravvivrà il nostro amore», sottolinea.

Brividi internazionali

Eros Ramazzotti all’Ariston ha festeggiato una ricorrenza che ha cambiato la sua vita: proprio il 26 febbraio del 1986 vinse il festival. Per celebrare l’evento si è esibito con Adesso tu, accompagnato dalla calorosa platea.

Ma è nella performance con Alicia Keys che fa venire i brividi. L’Aurora viene cantata per la prima volta in duetto con l’artista americana che poi regala qualche nota della celebre Empire State of Mind in una versione speciale che omaggia la città ligure, here in New York diventa here in Sanremo.

 

Come annunciato in conferenza stampa, il sociale entra prepotentemente nel festival proprio perché da questa platea si possono raggiungere più persone possibili su argomenti delicati e importanti. Carlo Conti si collega con Paolo Sarullo, 25enne rimasto tetraplegico un anno e mezzo fa dopo un tentativo di rapina da parte di una baby gang. Non si deve mollare mai, è importante parlarne e fermare la violenza che sta dilagando tanto e troppo tra i giovani di oggi.

 

Ulteriore scoperta della serata sono i tanti volti portati in scena da Ubaldo Pantani che ha mantenuto vivo il divertimento, così come hanno fatto Fabio De Luigi e Virginia Raffaele, a Sanremo per promuovere il film Un bel giorno in uscita il 5 marzo.

 

 La tenacia di sorridere alla vita

«Il periodo più duro della mia vita è stato dopo la fine della chemioterapia, ho dovuto elaborare il lutto di quella donna che ero e non ci sarà mai più, quella donna spensierata e che non doveva preoccuparsi di una recidiva, quella donna che non aveva una cicatrice che le spezzava il corpo in due. È importante parlare di questa cosa. Quando vedono che ricrescono i capelli pensano che stai bene e invece è il periodo più difficile», dichiara una raggiante Bianca Balti in conferenza stampa felicissima di ritornare sul palco dell’Ariston.

 

«Quest’anno vengo ancora più felice, mi sento orgogliosa e fortunata. Sento una responsabilità: rappresentare tutte le persone che vivono la malattia. Ho sentito tanta sorellanza tra donne e mi aiuta a superare questo momento. La malattia che ho vissuto mi ha fatto comprendere il dono di avere una piattaforma e visibilità, il non sentirsi da sola aiuta tantissimo. Mi piace molto Sanremo perché è uno spaccato d’Italia, c’è tanta varietà musicale per accontentare tutti i gusti», conclude.    

 

Foto © Agi per Ufficio Stampa Rai 

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