Jumpers, il nuovo film Disney & Pixar

Un viaggio nel mondo degli animali, tra tenerezza e riflessione, divertimento e prospettive

La fretta, la quotidianità, gli interessi personali. La nostra vita segue un ritmo frenetico e troppo spesso sottovalutiamo che il mondo che ci ospita ci sta chiedendo aiuto. Disney & Pixar ci porta per mano a vivere un nuovo viaggio, una bellissima esperienza immersiva nel mondo degli animali. Il 5 marzo esce al cinema Jumper – Un salto tra gli animali, un film tenero, divertente, curato nei dettagli e che porta con sé tanti spunti di riflessione. Diretto da Daniel Chong (We Bare Bears – Siamo solo orsi) e prodotto da Nicole Paradis Grindle (Gli Incredibili 2), con la colonna sonora originale composta da Mark Mothersbaugh, il film racconta la storia di Mabel, una ragazza che ama la natura e vuole difendere le sue idee a qualsiasi costo.

 

Non c’è spazio per la rabbia quando ti senti parte di qualcosa di grande, è questo l’effetto della natura, dice teneramente la nonna a Mabel. Ed è questo uno dei messaggi che il film vuole trasmettere. Dovremmo imparare a ritrovare il potere della calma che la natura può trasmetterci, per percepirla dobbiamo entrare in contatto e farlo rispettandola. Nell’incontro con la natura, è necessario imparare a conoscere gli animali e averne cura, perché sono parte del nostro mondo e non dimenticare mai che siamo tutti sotto lo stesso cielo.

 

La storia

Mabel Tanaka è un’amante degli animali ed è molto legata alla radura che visitava spesso con la nonna, quello stagno così bello è l’unico posto nella sua città, Beaverton, dove riesce a sentirsi calma e serena. Mabel utilizza una nuova tecnologia per “trasferire” la sua coscienza in un castoro robotico realistico per comunicare con gli animali. Mabel scopre così i misteri nella fauna selvatica e vanno ben oltre la sua immaginazione. Diventa amica del carismatico castoro Re George e si trova a riunire tutto il regno animale per affrontare una grave minaccia umana, il sindaco Jerry Generazzo che vuole distruggere il suo posto del cuore per costruire un’autostrada.

Originalità e contenuti

Jumpers – Un salto tra gli animali è una commedia originale e divertente dove non manca l’azione, è un film d’animazione in grado di catturare l’attenzione, svelando i segreti del regno animale in modo innovativo. Dietro al film c’è un lavoro importante e lungo che è iniziato durante la pandemia.

La versione italiana di Jumpers ha visto protagoniste le voci italiane di Tecla Insolia per Mabel, Giorgio Panariello nei panni di Re George, Francesco Prando come il sindaco Jerry e Rossella Izzo è la regina degli insetti.

In occasione dell’uscita italiana, il regista Daniel Chong e la produttrice Nicole Paradis Grindle sono venuti a Roma per partecipare alla premiere.

 

La natura da preservare

Animali e uomini tutti sotto lo stesso cielo è una frase esplicativa dei tempi che viviamo. Il mondo che ci circonda, lo stesso cielo che ci osserva tutti quanti, da qui partono le considerazioni.

«Abbiamo iniziato a lavorare a questo film sei anni fa. L’ambiente era un problema allora come adesso e credo che sia diventato ancora di più qualcosa su cui riflettiamo», spiega la produttrice, Nicole Paradis Grindle.

«Per me il film ha sempre parlato di coesione e coesistenza, la verità è che siamo tutti animali e collegati con tutte le creature presenti sulla Terra e anche con l’ecosistema del mondo. Abbiamo tutti una responsabilità», dichiara il regista Daniel Chong.

 

«È bello vedere come un cartone animato parli della realtà, è stato bello aver avuto la possibilità di doppiare un personaggio che ha un grande senso della giustizia e consapevolezza del fatto che senza gli altri e senza il mondo che ci circonda non siamo nessuno», dice Tecla Insolia.

«È il mio primo doppiaggio, è stata un’esperienza meravigliosa e farlo con un animale è stato significativo per me che sono un animalista convinto, sarebbe il mio sogno andare nei canili e parlare con loro sapere cosa vorrebbero dirci», afferma Giorgio Panariello.

 

«Mi ha dato una profonda emozione doppiare la regina degli insetti perché sono entrata in quelle ali ed abbiamo volato insieme. La connessione tra umani e animali è un pensiero profondo che dovremmo imparare a gestire con generosità», racconta Rossella Izzo.

«Questo è un messaggio che va portato in giro. La connessione nella natura penso sia l’unica salvezza. Gli animali ti capiscono con uno sguardo, creano empatia e hanno la capacità di insegnarti qualcosa, condividono il tuo percorso di vita e starti accanto nella maniera giusta, mi calmano, mi rilassano. La convivenza con gli animali è una necessità di cui non possiamo fare a meno», evidenzia Francesco Prando.

Esseri umani e tecnologia

È proprio sul rapporto stretto tra esseri umani e tecnologia che viene puntato il focus durante l’incontro stampa. Il film è stato interamente realizzato da esseri umani, come sottolinea la produttrice, non c’è stato uso di intelligenza artificiale.

«Credo che la tecnologia utilizzata bene possa migliorare le cose, ma non sappiamo se può fare bene o male, è un dialogo costante», aggiunge la produttrice.

 

«Quando pensiamo al genere di questo film pensiamo ai film di fantascienza e a cosa potrebbero fare. Sono la parabola di qualcosa che ci può ammonire, dire come le cose possono andare storte o dare una speranza per il futuro. Mi piace pensare che questo film possa attraversare questi aspetti», spiega il regista.

«Mi auguro che la tecnologia non riesca a sopraffare la mente umana così piena di luce» fa eco Izzo, «penso che venga usata in maniera ancora un po’ ambigua», aggiunge Prando.

 

Un viaggio negli stili cinematografici

In Jumpers emergono tanti stili, riferimenti cinematografici, elementi che abbracciano generi diversi.

«Ho lavorato per la televisione, fatto un film Siamo solo orsi, quattro stagioni, 140 episodi e quando ne realizzi tanti, cerchi di addentrarti in vari generi, giocando con diversi toni: horror, azione, commedia assurda. Impari a muoverti in vari stili. E credo di aver portato tutto questo in Jumpers, per cui la sensazione è quella di oscillare tra vari generi. Direi che in prima linea la commedia mescolata con assurdità, fascino, e cose più strane tipo Gremlins o Beetlejuice. Ho profonda ammirazione per l’animazione, ma anche per i film d’azione, le commedie mescolate con l’horror. È il mio primo film con Pixar e questo processo umano crea qualcosa di nuovo e importante, una bella collaborazione per creare qualcosa di unico e diverso. Nella realizzazione di un film come questo è importante l’umanità che lega tutti quanti ed è difficile che si possa pensare di sostituirla con l’intelligenza artificiale», rivela il regista.

 

Prima della realizzazione di Jumpers – Un salto tra gli animali c’è stato un vero e proprio studio sul comportamento degli animali.

«Abbiamo fatto con il team un viaggio nel parco di Yellowstone e abbiamo visto queste aree in maniera tranquilla e silenziosa. Ed è stata la base per raccontare la storia. Non abbiamo visto i castori e abbiamo lavorato con una consulente che studia i castori, imparando tantissimo. Volevamo che dopo aver visto questo film tutto fossero innamorati dei castori», ricorda la produttrice.

 

Uno sguardo al futuro

E ci si chiede quali siano le prospettive e in che maniera vedremo dei cambiamenti in positivo.

«Sono i giovani che riescono a vedere il futuro e hanno le forze per cambiare le cose, penso sia in mano a loro il cambiamento. Ci serve la loro energia», auspica la produttrice.

 

«Siamo spettatrici e spettatori di una generazione che cosciente dei problemi ambientali, dell’impatto che abbiamo sull’ambiente e delle nostre responsabilità. Non ho in mano la risposta, altrimenti sarei un’attivista climatica. Dal momento in cui le persone hanno compreso la grandezza della propria responsabilità altro non si può fare, perché le sorti del mondo non sono nelle nostre mani. Tutti dobbiamo fare la nostra parte e informarci il più possibile. Il rispetto porta rispetto», evidenzia Tecla.

 

«La comunità è l’elemento fondamentale, è l’unica cosa che li salva. È un film che parla di potere. All’inizio del film Mabel si sente impotente, ma quando entra nella comunità degli animali entra in contatto con il potere. Per me questo film è un viaggio e una domanda: quando hai il potere cosa ci fai, lo utilizzi per le cose giuste o sbagliate? Ci auguriamo di poter imparare a essere tutti come re George», aggiunge il regista.

 

«Di Mabel mi ha commosso la sua solitudine, porta avanti la sua idea di giustizia. Sono una ragazza di 22 anni che sta cercando di capire come portare un messaggio e fare la differenza, devo capire come essere più esplicativa possibile. Sono dalla parte delle persone e degli animali e mi accendo per difendere qualcuno o qualcosa», conclude l’attrice.

 

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Alessandra Caputo

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