Il cantautore ha battuto ogni primato con i suoi 12 concerti, il maggior numero per un artista in uno degli stadi più importanti al mondo
Harry Styles live at Wembley è un’esperienza da vivere lasciandosi trasportare dalle molteplici emozioni che è in grado di trasmetterti. Luci psichedeliche, atmosfera di festa e condivisione. Harry gioca sulle note, intrattiene alla consolle, cambia la scaletta ogni serata inserendo una canzone a sorpresa, chiacchiera con il pubblico, sorride e si commuove.
Harry Styles ci ha abituato ai successi, agli obiettivi importanti raggiunti, ma resta sempre la stessa persona in grado di emozionarsi oltre a far emozionare il suo pubblico. E il successo delle 12 tappe sold-out a Londra, nel tempio storico di Wembley, ne è una conferma.
La residency londinese appena conclusa stabilisce un recond, ad oggi Harry Styles detiene il maggior numero di concerti tenuti nella sede da qualsiasi artista in un singolo anno. Un risultato che supera i record precedentemente stabiliti dai Coldplay e da Taylor Swift.
La scelta delle canzoni è un perfetto mix dei quattro album del cantautore britannico, dove ovviamente spicca l’ultimo Kiss All The Time. Disco, Occasionally, perfetto per essere suonato dal vivo, cadenzato da un sound ritmico differente dalla musica suonata finora.
Il palco si accende sulle note di Are You Listening Yet? ed è subito una gran festa che non si fermerà fino all’ultima canzone. Harry abbraccia la chitarra e intona Golden seguita da Adore You e poi fa salire l’hype con Watermelon Sugar rappando anche parti di Kiwi. Non c’è tempo di pensare e arriva il ritmo divertente di Music for a Sushi Restaurant seguita da Taste Back scandita da un bellissimo mashup con elementi di due brani iconici degli anni ’90, Underworld’s “Born Slippy” e The Lightning Seeds “Three Lions”.
Archi, la delicatezza del pianoforte e un Harry concentrato sulle note intense di Coming Up Roses emozionano le 90mila persone presenti a Wembley che illuminano con i cellulari lo stadio, si abbracciano e ballano. Le vibrazioni proseguono con Fine Line, intonata a occhi chiusi suonando la chitarra. Harry poi va alla consolle e scalda lo stadio rappando al microfono prima di cantare American Girls, già uno dei successi che identifica l’ultimo album. Si passa a Keep Driving con il suggestivo flash mode ideato dai fan che hanno sincronizzato la torcia dei cellulari a ritmo per creare un effetto onda luminoso scenografico.
Arriva il sound scatenato di Ready, Steady, Go! luci psichedeliche e uno stadio che balla come in una gigantesca discoteca. L’ormai iconico Respect Your Mother è gridato da tutti in Dance No More che è un invito a lasciarsi andare al ritmo, così come Treat People With Kindness resa particolarissima con elementi di Talking Heads “This Must Be the Place” e Paul Simon’s “You Can Call Me Al”.
Harry Styles riesce a rendere uno spettacolo unico anche il momento in cui presenta tutti i componenti della band.
Bella, energica e divertente Pop così come Season 2 Weight Loss. In Carla’s Song Harry celebra l’amicizia e lo fa anche attraverso le versioni strumentali mixate di Night Changes e History dei One Direction cantate dal pubblico in un’atmosfera particolare e suggestiva. L’entrata musicale di Aperture è potente e unica, abbraccia lo stadio che si scatena a un ritmo costantemente in crescita e incitato da Harry fino all’ultima nota. La canzone a sorpresa della serata è Little Freak, accolta da un’ovazione. Ma le emozioni della serata raggiungono l’apice attraverso le note bellissime di Sign of the Times arricchite da uno splendido spettacolo pirotecnico. Il ritmo travolgente di As It Was, grande successo di Harry’s House, chiude uno spettacolo incomparabile che è entrato nella storia di Wembley.
Quando il concerto finisce, resta addosso quella sensazione di aver vissuto un’altra tappa fondamentale nella carriera di questo artista 32enne. Sono tanti i punti che andrebbero evidenziati in un’organizzazione complessa, seppur così curata nei dettagli. Un plauso va alla security che mai si è fermata ed è stata presente di fronte a qualsiasi necessità, prestando soccorso, assistenza e aiuto anche a chi era in difficoltà nel raggiungere le proprie abitazioni o gli hotel. Resta un’idea in testa, che quel treat people with kindness possa far parte della quotidianità di tutti, nelle piccole cose come in quelle più grandi, in quegli sguardi di sincera condivisione e volontà di esserci che abbiamo visto e vissuto a Wembley.
Foto ©Alessandra Caputo
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Alessandra Caputo
Ordine dei Giornalisti del Lazio
Tessera n. 073603
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