Lo storico difensore brasiliano, icona dell’AS Roma protagonista del documentario di Simone Godano
Emozioni che si vivono soltanto se le senti davvero. Percezioni di momenti che passano veloci, ma hanno la potenza di restare. Una fede calcistica che puoi trasmetterla, ma non riuscirai mai a nutrirtene fino in fondo se non la senti scorrere sulla tua pelle e nel tuo cuore. Il 21 maggio esce al cinema Aldair. Cuore giallorosso, il documentario firmato da Simone Godano che celebra il difensore brasiliano, vera e propria icona dell’AS Roma, in occasione dei suoi 60 anni.
Prodotto da Groenlandia e Sky Italia, distribuito da Nexo Studios, Aldair. Cuore giallorosso è un bel viaggio nel passato, una coccola per tutti i tifosi romanisti che attraverso immagini, interviste, istanti, festeggiamenti, ripercorreranno non soltanto le tappe fondamentali della carriera di Aldair, ma avranno la possibilità di conoscere qualcosa di più, quel che c’è oltre i suoi silenzi.
Claudio Amendola è la voce narrante ma a guidare la narrazione del documentario troviamo lo scrittore e tifoso romanista Sandro Bonvissuto. Tante le testimonianze del mondo giallorosso, tra cui Francesco Totti e Carlo Verdone. Il film è arricchito dalla colonna sonora firmata da Piotta, Francesco Santalucia e Stefano Ritteri, contenente anche il brano inedito di Piotta dal titolo “Aldair” realizzato come theme song del film.
Elegante, riservato, silenzioso. Queste le caratteristiche che emergono. In campo «era talmente veloce che anche la sua ombra faticava a stargli appresso». E negli 80 minuti del documentario cerchiamo di mantenere il ritmo delle sue incredibili doti per andare oltre quel che ha mostrato sul campo.
Il documentario racconta la carriera straordinaria di Aldair ma anche e soprattutto il legame profondo con la squadra e la città. Attraverso il calcio si parte per un viaggio che racconta di appartenenza, memoria e passione.
Il documentario inizia allo stadio Olimpico di Roma, il 30 novembre 2025, durante la celebrazione per i 60 anni di Aldair, prima della partita Roma-Napoli. Un momento simbolico pieno di emozioni che si trasforma nel punto di partenza di un racconto profondo alla scoperta dell’uomo dietro il campione.
Viviamo in prima persona il viaggio di Sandro Bonvissuto che dall’Italia ci porta con lui in Brasile per conoscere le radici del campione e ricostruire la sua identità di calciatore.
Il film, impreziosito dalla voce narrante di Claudio Amendola, ci mostra il campione silenzioso che, lontano dai riflettori, è entrato nel cuore dei tifosi romanisti.
Aldair per 13 stagioni (1990-2003) ha indossato la maglia della AS Roma e la sua storia viene raccontata attraverso immagini d’archivio, materiale inedito e testimonianze esclusive dei protagonisti del mondo giallorosso.
Aldair Nascimento Santos a Roma è conosciuto anche come Pluto. Ex difensore brasiliano, una leggenda per la AS Roma, con cui ha vinto lo Scudetto 2000-01, una Coppa Italia e una Supercoppa. Campione del mondo con il Brasile nel 1994, è considerato uno dei difensori più eleganti della sua generazione. A Roma ha collezionato 420 presenze totali ed è stato inserito nella Hall of Fame giallorossa.
Aldair ha avuto la capacità di trasformare il silenzio in linguaggio. «Penso sia la sua caratteristica principale e in questo documentario ci ha portato in quel territorio suo personale e umano, ma anche fisico. Roma e il Brasile hanno qualcosa in comune, un senso di appartenenza. È più stimolante fare un documentario sul silenzio di Aldair che sulla samba», racconta il regista.
Chiaramente nel viaggio in Brasile emerge un’immagine lontana dagli stereotipi ed è proprio questo che porta a sviluppare un impatto notevole sullo spettatore che diventa partecipe nella storia accogliendo tutto quel che si nasconde, non solo dietro al silenzio ma anche dietro all’idea che abbiamo della vita di un calciatore.
Il racconto sportivo traccia un’epopea. «Il tifoso della Roma vorrà vedere l’Aldair calciatore, ma rimarrà stupito e affascinato. Vorrei riuscire a commuovere», prosegue Godano.
Dal film emerge la leggenda romanista ma anche la sua figura discreta, amato dai compagni di squadra e dai tifosi, un modello umano. «Parla poco e quel poco lo dice piano. Se lo guardi sembra una statua, però fatta di legno invece che di marmo. È stato un lampo di luce in uno dei momenti più cupi della nostra storia», lo descrive la voce narrante di Amendola.
In un mondo fatto di apparenza e della ricerca continua di una sovraesposizione mediatica, Aldair si distingue attraverso un carattere che fa la differenza, un’eleganza silenziosa scandita da passi ben precisi e mai sbagliati.
«Dovremmo abituarci all’idea che il mistero non è affatto un concetto strano, ma una cosa normale. L’animo di una persona è ciò che di più inconoscibile ci riserva la vita. Il segreto è qualcosa che protegge il significato unico di ogni esistenza. Aldair è l’uomo che ha fatto la rivoluzione con il silenzio», conclude Amendola.
Foto ©Nexo Studios
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Alessandra Caputo
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