Un itinerario da costruire lasciandosi ispirare dalle pagine di un libro
Quando si avvicinano le vacanze il ritmo rallenta, i weekend profumano di relax e ci si concede il piacere della scoperta. Spesso la lettura di un bel libro può farci viaggiare con la mente e magari, come in questo caso trasportarci nelle atmosfere della Danimarca e della sua bella Copenaghen. Un romanzo può trasformarsi così in uno spunto per organizzare un viaggio, lasciandosi ispirare da itinerari e atmosfere suggestive.
Dalla Copenaghen noir dei thriller nordici alle coste battute dal vento raccontate nei grandi romanzi marittimi, la letteratura danese offre uno sguardo unico sul Paese e sul suo stile di vita.
Ecco qui qualche titolo per tuffarsi nella Danimarca attraverso storie che parlano di hygge, quartieri creativi, mare del Nord, atmosfere nordiche.
Iniziamo il percorso da Sette storie gotiche, il romanzo che ha fatto conoscere Karen Blixen a livello internazionale, prima ancora del successo mondiale di La mia Africa, da cui è stato tratto il celebre film con Meryl Streep. Scrittrice raffinata e cosmopolita, nota anche come Tania Blixen, l’autrice costruisce racconti che incastrano perfettamente ironia, mistero ed eleganza, attraversando città e atmosfere europee che spaziano da Parigi a Pisa fino alla Danimarca. Tra i racconti della raccolta spicca La cena a Elsinore, ambientato nella città di Helsingør, la celebre Elsinore shakespeariana, che nel 2026 celebra i 600 anni dalla sua fondazione. Il libro affascina per le atmosfere gothic sempre attuali. La scrittrice nacque e visse a Rungsted, sulla costa a nord di Copenaghen. A soli venticinque minuti di treno dalla capitale, si può raggiungere Rungstedlund, la sua storica casa immersa nella natura, trasformata in museo e centro culturale. Rungstedlund è una delle tappe culturali più affascinanti nei dintorni di Copenaghen, ideale per approfondire la figura di Karen Blixen e scoprire un lato più letterario e contemplativo della Danimarca.
LaTrilogia di Copenaghen di Tove Ditlevsen è stata riscoperta a livello internazionale. Attraverso i tre volumi (Infanzia, Gioventù e Dipendenza) la scrittrice danese mostra al lettore una città molto diversa da quella di oggi, osservata dagli occhi di una ragazza cresciuta nel quartiere operaio di Vesterbro. Un tempo associato soprattutto al red-light district della capitale, Vesterbro è oggi uno dei quartieri più creativi e vivaci di Copenaghen. Caffetterie indipendenti, wine bar, boutique di design e ristoranti contemporanei convivono con l’anima autentica e quotidiana della zona. Tra le aree simbolo del quartiere spicca Kødbyen, l’ex distretto industriale dei macelli oggi trasformato in hub gastronomico e culturale, perfetto per scoprire il volto più contemporaneo della capitale danese attraverso le atmosfere raccontate da Tove Ditlevsen.
Se agli occhi di tanti oggi la Danimarca appare come un simbolo della qualità della vita e del benessere quotidiano, a contribuire alla diffusione di questo immaginario è stato un libro, Hygge. La via danese alla felicità di Meik Wiking, direttore dell’Happiness Research Institute di Copenaghen. Secondo l’Happy City Index 2026, la capitale danese è stata riconosciuta come città più felice del 2026. Nella top 100 figurano anche altre quattro città danesi: Aarhus (#10), Aalborg (#17), Odense (#51) e Roskilde (#55). Questi dati confermano il forte legame tra qualità della vita, mobilità sostenibile e rapporto con la natura che caratterizza il Paese. Nel libro, Wiking prova a spiegare il concetto di hygge, quella sensazione di benessere e convivialità tipicamente danese che si ritrova nelle piccole abitudini quotidiane: una cena tra amici, una luce soffusa, il tempo trascorso in casa durante l’inverno o un momento di calma condiviso. Per approfondire questo aspetto della cultura danese, a Copenaghen si trova anche l’Happiness Museum, piccolo museo dedicato ai temi della felicità, del benessere e della qualità della vita.
Per gli amanti delle atmosfere noir scandinavo contemporaneo, Jussi Adler-Olsen ha conquistato milioni di lettori con la serie dedicata alla “Sezione Q”, il dipartimento della polizia di Copenaghen specializzato nei casi irrisolti. Il primo volume della saga, La donna in gabbia, introduce il tormentato ispettore Carl Mørck e le atmosfere cupe che hanno reso celebre il Nordic noir. Dai romanzi è stata tratta anche la serie Netflix Dept. Q. L’adattamento televisivo è ambientato a Edimburgo, ma i libri originali si svolgono a Copenaghen e restituiscono un’immagine più cruda e meno patinata della capitale danese, lontana dall’estetica hygge spesso associata alla città. Adler-Olsen racconta una Copenaghen introspettiva e cinematografica che affascina lettori e appassionati di crime nordico. Il Nordic noir ha contribuito alla nascita di diverse esperienze urbane alternative e tour tematici dedicati alle celebri serie crime danesi, da The Killing a Borgen fino a The Bridge (Nordic Noir Tours). La città propone anche esperienze più insolite come Copenhagen Weirdwalks, passeggiate guidate tra storie di fantasmi, vecchie esecuzioni, leggende urbane e atmosfere noir.
Ci spostiamo poi in altri paesaggi. Noi, i sommersi di Carsten Jensen racconta la storia della cittadina portuale di Marstal, sull’isola danese di Ærø, seguendo generazioni di marinai, famiglie e viaggiatori tra la metà dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale. Tra tempeste, spedizioni oceaniche, guerre e lunghi viaggi per mare, il romanzo mostra tutto il peso che la cultura marinara ha avuto nella storia danese, intrecciando avventura, memoria collettiva e vita quotidiana in uno dei Paesi più legati al mare del Nord. Marstal conserva la sua forte identità marittima e l’isola di Ærø, spesso citata tra le più belle della Danimarca, è una meta ideale per chi cerca un’estate lenta tra piccoli porti, spiagge, case colorate e percorsi in bicicletta.
Il romanzo offre anche uno spunto per esplorare il fenomeno dell’island hopping danese tra le isole della Fionia meridionale, parte del South Funen Archipelago UNESCO Global Geopark, una delle aree naturali più suggestive del Paese.
Foto ©Aske Jørgensen – Daniel Rasmussen – Mark Tanggaard – VisitNordsjælland
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Alessandra Caputo
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