Vent’anni dopo torna l’ironia, l’eleganza e il glamour di un titolo entrato nella storia del cinema
Siete pronti a lasciarvi di nuovo coinvolgere dalle vicende che ruotano intorno alla moda, Runway, Miranda, Andy, Nigel ed Emily? Sono passati vent’anni dallo storico successo de Il Diavolo veste Prada, eppure il mito che ruota attorno a questo titolo è più vivo che mai, ecco perché il sequel di questo fenomeno globale è così tanto atteso. Finalmente oggi esce al cinema il nuovo film 20th Century Studios, Il Diavolo veste Prada 2 distribuito da The Walt Disney Company Italia.
Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano a vestire i panni dei loro personaggi iconici e ci portano nelle vie eleganti di New York all’interno dei lussuosi uffici di Runway ma anche a Milano dove sono state girate alcune scene. Dalla sceneggiatura di Aline Brosh McKenna, David Frankel dirige il film che vede riunito il cast originale al quale si aggiungono nuovi personaggi interpretati da Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.
Il cambiamento è parte del percorso ed è probabilmente questo il tema chiave della storia. Un cambiamento che non è stravolgimento, ma evoluzione, dove l’identità personale resta ben intatta.
Il giornalismo è cambiato rispetto a quando Andy ha iniziato la sua professione. Anche Runway ha necessità di portare i propri punti fermi a un nuovo step, dove il numero dei click su un articolo fa la differenza. Miranda, Nigel, Andy ed Emily hanno carriere ben radicate, ma i loro destini si incrociano di nuovo.
La moda, l’eleganza e il lusso tornano sotto i riflettori a un ritmo sfrenato, tra sfilate, tacchi a spillo, crisi del giornalismo cartaceo e un nuovo modo di vivere il lavoro. La trama del film è semplice e lineare ma con un potente messaggio, la centralità delle donne e delle loro scelte, la capacità di portare avanti un proprio ideale.
Gli outfit sono studiati alla perfezione e la verve di Miranda resta ineguagliabile, pungente ma allo stesso tempo mirata, vera, fedele a sé stessa e non solo.
Andy è cresciuta, ha ottenuto riconoscimenti importanti, una carriera nel giornalismo impegnato, ma a un certo punto diventa necessaria una svolta e la sua professionalità si incrocerà nuovamente con Miranda e Nigel. L’obiettivo comune sarà Runway che ha necessità di percorrere un nuovo modo di raccontare le storie.
«Il mondo del giornalismo cartaceo è cambiato. Il mondo è cambiato. Per mettere le cose in prospettiva, il primo iPhone è uscito soltanto un anno dopo l’uscita del primo film e penso che quello sia stato in qualche modo l’inizio della fine. E mentre vedevamo il mondo del giornalismo cartaceo sempre più in declino anno dopo anno, ci sembrava sensato esplorare questo cambiamento e sviluppare una storia in cui questi personaggi finissero nuovamente per interagire», racconta il regista.
Perché Il Diavolo veste Prada è un film così amato?
«Penso che forse in parte abbia a che fare con l’idea che le “girlboss” fossero ancora un fenomeno emergente ed eccitante vent’anni fa. Era un film su una donna a capo di una grande azienda, e i personaggi principali erano donne, per di più donne ambiziose. Quindi era tutto nuovo e divertente. Ora, ovviamente, quella frase è stata messa sotto assedio, ma penso che sia ancora rilevante esplorare come le donne ricoprano ruoli di leadership e in quali modi. Il mondo è turbolento e piuttosto cupo. Le notizie sono deprimenti, ed è fantastico avere qualcosa che ci ricordi tutto ciò che c’è di meraviglioso, libero, bello e sciocco nel mondo», rivela Meryl Streep.
Nel sequel l’Italia è parte della storia, attraverso alcune scene importanti. La sfilata di moda di Runway si svolge nell’Accademia di Brera, location preferita rispetto al Duomo per la privacy che garantiva al cast e alla troupe. La passerella per la sfilata è stata costruita in cinque giorni da una troupe locale che organizza vere sfilate di moda a Milano. Nel film vediamo anche Villa Balbiano sul lago di Como, oltre a Villa Arconati, il cortile della chiesa di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Clerici e la Galleria Vittorio Emanuele II.
Il Diavolo veste Prada 2 consegna agli appassionati una nuova storia nella quale identificarsi, nuovi obiettivi da raggiungere, la consapevolezza che il cambiamento sia parte del percorso e che ogni cosa può sfuggirci di mano, ma l’importante è avere ben chiari i nostri ideali, i nostri valori, perché ogni scelta ha il potere di sconvolgere e reinventare ogni singolo momento ed è nella singolarità di ogni individuo che possiamo trovare la capacità di affrontare qualsiasi sfida.
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Alessandra Caputo
Ordine dei Giornalisti del Lazio
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