Oasis

Oasis: Don’t Look Back in Anger

Oasis, un nome, un punto di riferimento generazionale, e non solo. Un film che racconta una storia. Un documentario che mette in luce un fenomeno epocale. Un messaggio che scorre frame dopo l’altro

Oasis: Don’t Look Back in Anger, una lettera aperta ai fan, una fotografia di una reunion storica, la musica che unisce e perdona, invita a riflettere e scatena gli animi. Esce oggi nelle sale cinematografiche di tutto il mondo (e in alcune sale IMAX) Oasis: Don’t Look Back in Anger presentato in anteprima mondiale Fuori concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il 10 settembre 2026, una data attesa da tutti i fan della leggendaria band britannica e questo documentario rende assolutamente giustizia a quello che rappresenta un fenomeno epocale che non è destinato a frenare la corsa, ma anzi, ha ancora molto da raccontare.

 

Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, Oasis: Don’t Look Back in Anger è ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e distribuito da The Walt Disney Company Italia.

 

Ma cos’è Oasis: Don’t Look Back in Anger? Non è un film ma un documentario che porta lo spettatore a vivere gli Oasis, entrare in contatto con la realizzazione di un tour già entrato nella storia, comprendere l’incomprensibile, vedere i fratelli Gallagher condividere nuovamente un palcoscenico e fare ciò che sono capaci di fare meglio: gli Oasis.

Fenomeno epocale

Raccontare Oasis: Don’t Look Back in Anger da giornalista che ha vissuto da sedicenne il fenomeno negli anni Novanta è un viaggio nel tempo che risveglia ricordi, emozioni e un’epoca talmente tanto viva e reale, lucida e musicalmente attiva che la sensazione è quella che non si sia mai realmente spenta per 15 anni. Gli Oasis sono nati dal niente a Manchester, dalla voglia di emergere e di conquistare il mondo. E quel mondo l’anno conquistato in maniera plateale, attraverso un sound unico che è entrato prepotentemente nella quotidianità di chi ha vissuto gli anni Novanta e quel passaggio a un mondo che oggi è diverso.

 

Il documentario ci mostra una fotografia di un momento storico, la reunion dei fratelli Gallagher e il live del 2025. Liam, salendo sul palco di Cardiff nella prima data dice Oasis vibes in the area e da quel momento si scatena il caos , un armonico caos che abbraccia la loro musica e ne fa un ritorno straordinario. È quella genialità folle che si legge tra le righe delle canzoni scritte da Noel mista all’irriverenza di Liam e al suo carismatico modo di stare sul palco. «La musica ci ha riuniti. Non è più una lotta di potere.», dicono i fratelli.

 

Un immenso concerto, un caos musicale

Oasis: Don’t Look Back in Anger è un bellissimo racconto del trionfale tour che ha sancito la reunion di Liam e Noel Gallagher. Oasis Live ’25 è stato uno dei ritorni rock ‘n’ roll più attesi dei nostri tempi.

La produzione sapeva fin dall’inizio che il progetto sarebbe stato colossale, non solo in termini geografici visto che il documentario si basa su 12 concerti tenutisi in tre continenti, ma anche tecnici per i contenuti girati per IMAX.

 

Il documentario ha la capacità non solo di raccontare ma anche di far vivere l’esperienza dei loro concerti, cattura l’attenzione, ti fa cantare e sprigionare emozioni. Le prove, il backstage, il palco, le interviste a Noel e Liam, ma anche le parole dei fan.

Oasis: Don’t Look Back in Anger esplora appieno, e senza veli, il fenomeno culturale globale e il significato che la musica degli Oasis ha per il pubblico che oggi abbraccia anche le nuove generazioni.

Il racconto di Oasis Live ’25 

«Sapevamo che la reunion degli Oasis aveva un potenziale esplosivo e che il peso delle aspettative dei fan l’avrebbe resa un evento culturale di grande risonanza, ma ciò che non avevamo previsto è l’ondata di pura gioia ed entusiasmo da parte dei fan (vecchi e nuovi) negli stadi di tutto il mondo. Era quindi diventato importante per noi che anche il pubblico potesse percepire tutto questo, e nel rendere questo progetto realtà volevamo raccontare una verità sul mondo in cui viviamo oggi. Oasis: Don’t Look Back in Anger è in primis, e come suggerisce il titolo stesso, un film sul perdono, che auspichiamo possa trovare terreno fertile nell’epoca in cui viviamo», raccontano i registi Dylan Southern e Will Lovelace.

 

Il documentario rappresenta una testimonianza del tour ma anche una riflessione sul rapport fraterno fatto di tumulti. La musica qui emerge come esperienza condivisa raggiungendo il culmine creativo.

 

Oasis: Don’t Look Back in Anger è un’esperienza unica da vivere al cinema, liberando emozioni e cantando ogni singola nota, seguendo il percorso dei fratelli Gallagher e il messaggio che vogliono lanciare, il perdono, perché è importante non guarda indietro con rabbia, Don’t Look Back in Anger.

 

 

Foto  © 2022 Harriet T K Bols -Giulia Parmigiani – Simon Emmett – Courtesy of Oasis: Don’t Look Back in Anger

 

SCHEGGE DI CULTURA è diretto e redatto da

© Tutti i diritti sui contenuti sono riservati.

Informazioni Legali

Alessandra Caputo

Ordine dei Giornalisti del Lazio

Tessera n. 073603

 

Seguici sui nostri canali social per rimanere sempre aggiornato.

 

Vuoi entrare in contatto con noi?