Warner Bros. conquista il record di 11 statuette nella 98ª edizione degli Oscar
Sobrio, elegante, spettacolare nella sua essenza. La notte della 98ª edizione degli Oscar è stata illuminata da vari momenti importanti, segnata da premi attesi e altri inaspettati, ricordi che hanno commosso e tanto glamour che ha fatto notizia, sia prima che durante la premiazione. Perché gli Oscar sono un po’ questo e anche oltre, è quello che gira intorno per mesi ai titoli che in un anno abbiamo visto al cinema.
I grandi protagonisti e favoriti quest’anno erano Una battaglia dopo l’altra e I Peccatori, film che ha sfiorato il record di 16 nomination. Entrambi i titoli ne escono trionfanti da questa edizione dove la potenza delle storie, i messaggi che vanno oltre le immagini sono stati il vero focus.
Il film di Paul Thomas Anderson ha trionfato, conquistando sei statuette: miglior film, miglior regia, miglior casting a Cassandra Kulukundis, miglior attore non protagonista a Sean Penn (assente alla premiazione), migliore sceneggiatura non originale ad Anderson e miglior montaggio a Andy Jurgensen.
Il film di Ryan Coogler, I Peccatori, è stato premiato con quattro Oscar: miglior attore per Michael B. Jordan, miglior sceneggiatura originale per Coogler, miglior colonna sonora originale per Ludwig Göransson e miglior fotografia per Autumn Durald Arkapaw che segna il primato come prima donna a vincere nella categoria.
L’Academy in quest’edizione 2026 fa uscire trionfante Warner Bros. con un traguardo assoluto di ben 11 Oscar ricevuti. Oltre a Una battaglia dopo l’altra e I Peccatori, è stato premiato anche Weapons nella categoria miglior attrice non protagonista con la vittoria di Amy Madigan.
Un risultato che premia la creatività e le storie oltre al team dietro ai progetti.
L’Oscar a Michael B. Jordan gratifica la sua interpretazione dei gemelli Smoke e Stack, sopravvissuti alla Prima Guerra Mondiale e alla malavita di Chicago. La sua è una recitazione attenta, minuziosa, sentita e che trasmette particolarità e dettagli per far emergere la dualità dei soggetti interpretati. Una standing ovation ha accompagnato la proclamazione di fronte alla sua incredulità ed emozione.
I Peccatori – Sinners – è un film dove il blues è protagonista e spettatore e dove il naturale incontra il soprannaturale in un equilibrio perfetto per trasmettere un messaggio di lotta, uguaglianza e ricerca di un’identità specifica.
Uno dei momenti più suggestivi, sensuali e coreografici della serata è stata la performance blues di I Lied to You che ha portato sul palco del Dolby Theatre uno spettacolo di danza e musica coinvolgente e potente, ricreando una delle scene del film I Peccatori.
È il messaggio che può attraversare la musica e arrivare a chiunque attraverso la sua potenza comunicativa che sradica i pensieri, portando in superficie le radici culturali e l’identità da preservare.
Luci, divertimento e fantasia nello show del brano Golden, tratto da KPop Demon Hunters. Una hit che ha trasformato il teatro in un dancefloor appassionante. D’altronde è proprio un messaggio di luce e resilienza quello che la canzone vuole trasmettere.
Toccante il momento dei tributi legati ai nomi più importanti del cinema scomparsi nell’ultimo anno. Barbra Streisand ha ricordato Robert Redford e ha cantato un brano tratto da Come eravamo, tante star hanno portato sul palco un omaggio a Reiner.
Jessie Buckley vince come migliore attrice protagonista per il suo ruolo intenso di Agnes, la moglie di William Shakespeare, in Hamnet, pellicola firmata da Chloé Zhao che non è stata sufficientemente considerata agli Oscar, rispetto ai riconoscimenti internazionali ricevuti, sia ai Golden Globe che al BAFTA. «Dedico questo premio al bellissimo caos del cuore di una madre. Tutti noi proveniamo da una stirpe di donne che continuano a creare contro ogni avversità. Grazie per aver riconosciuto il mio lavoro in questo ruolo», dice l’attrice emozionata dedicando la sua vittoria alla maternità.
Le scene monumentali e il lavoro minuzioso dietro Frankenstein di Guillermo Del Toro è stato premiato con tre Oscar (costumi, trucco e acconciatura e scenografia).
Una delle rivelazioni di quest’edizione è KPop Demon Hunters che vince nella categoria animazione e conquista per la miglior canzone originale, Golden, attraverso l’animazione 3D e un inconfondibile stile dinamico e accattivante. «Collegare esseri umani e fantasia, cantate con la vostra voce, questa vittoria è per la Corea», dicono ricevendo il premio.
Premiati The Singers come miglior documentario, All the Empty Rooms come miglior cortometraggio documentario e Sentimental Value come miglior film straniero.
Avatar – Fuoco e Cenere vince per gli effetti visivi e F1 per il sonoro.
Nella sua sobrietà elegante la notte degli Oscar 2026 verrà ricordata per i contenuti delle storie, per i messaggi di pace non urlati, per il cinema che ha sempre la capacità di conquistare e stupire.
Foto ©A.M.P.A.S.
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Alessandra Caputo
Ordine dei Giornalisti del Lazio
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