Sanremo 2026, dal gran finale verso il futuro festival

Trionfa Sal Da Vinci, lo seguono Sayf e Ditonellapiaga. A Fulminacci il premio della critica e Serena Brancale il premio sala stampa

Cala il sipario sulla 76ª edizione del festival di Sanremo. Tra polemiche, tanta moda, canzoni, ospiti, il passaggio di testimone tra Carlo Conti e Stefano De Martino e una travolgente Laura Pausini, la vera trionfatrice di questo festival con la sua professionalità, dialettica e indiscutibile bravura.

Il cantautore napoletano Sal Da Vinci vince,  secondo arriva Sayf, seguito da Ditonellapiaga, Arisa e al quinto posto Fedez & Masini.

11 milioni e 22mila spettatori con uno share pari al 68,8%, hanno seguito una serata lunga ma di grande spettacolo con l’incontrastato humor di Nino Frassica co-conduttore insieme a Giorgia Cardinaletti.

 

Laura Pausini ha incantato il pubblico con un medley sulle note di In assenza di te, Incancellabile e Invece no, mostrando anche nell’ultima sera il peso artistico che si porta dietro.

Toccante la presenza di Gino Cecchettin che sul palco dell’Ariston ha invitato tutti a una riflessione sui femminicidi. Sono 301 le donne vittime di femminicidio dal 2023, un numero che deve far riflettere. Cecchettin ricorda la figlia e incita a educare al rispetto, accettare il rifiuto e non aver paura della libertà di una donna, combattere il maschilismo tossico perché «L’amore non ferisce, lascia spazio, lascia libera la vita. Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime».

Andrea Bocelli arriva all’Ariston sulle note de Il Gladiatore e, presentato dalla voce di Pippo Baudo, si esibisce in Il mare calmo della sera e Con te partirò, ricevendo una standing ovation e il Premio Città di Sanremo per aver contribuito a diffondere la musica italiana nel mondo.

Sanremo celebra i 60 anni di carriera dei Pooh che hanno ricevuto il Premio alla Carriera e hanno cantato Uomini soli dal Suzuki Stage in piazza Colombo. Max Pezzali ha concluso le sue coinvolgenti esibizioni sulla Costa Toscana con due grandi successi, Come mai e Nessun rimpianto.

I premi

A Sanremo non è soltanto il premio principale che fa notizia, ma anche gli altri riconoscimenti dedicati a nomi entrati nella storia della musica italiana e del festival.

Fulminacci con la sua Stupida sfortuna riceve il premio della critica Mia Martini attribuito dalla Sala Stampa del Roof dell’Ariston, a Serena Brancale va il premio Lucio Dalla della Sala Stampa Radio, Tv e Web e il premio Tim per Qui con me, Ditonellapiaga viene gratificata per il miglior componimento musicale Giancarlo Bigazzi per la sua Che Fastidio! e il premio Sergio Bardotti al miglior testo va a Fedez & Masini per Male necessario.

«Per me questa vittoria è importantissima, era un sogno fin da quando sono bambino, sono veramente felice e anche il mio settimo posto mi ha sorpreso positivamente. Sono contento. Oggi e anche ieri sera non mi venivano parole intelligenti ma solo emozioni basiche. Ringrazio e basta dal cuore» dice il cantante romano in conferenza stampa ricevendo il premio Mia Martini.

 

Il cantautorato indie che fa la differenza

Filippo Uttinacci, meglio conosciuto come Fulminacci, è un cantautore romano che

Il festival di Sanremo ha conosciuto nel 2021 in un’edizione sotto pandemia con una platea vuota e che vide i Maneskin trionfatori. Portò all’Ariston la malinconica melodia Santa Marinella la canzone con cui, come evidenzia sempre nei suoi concerti, non ha vinto Sanremo. È vero, ma da lì in poi è tanto il percorso che ha fatto e che gli ha permesso di farsi conoscere e divulgare la sua arte non convenzionale.

La critica lo nota subito, il suo esordio musicale con La vita veramente nel 2019 viene premiato con la prestigiosa Targa Tenco come miglior Opera Prima, ottiene anche il Premio MEI e il Rockol e PIVI.

La sua scrittura è personale, intima centellinata da punte ironiche e una musicalità mai banale e in continuo cambiamento ed evoluzione. Diventa un manifesto generazionale e non solo. La sua musica autoriale parla a tutti, non soltanto ai ventenni. È la sua ironia e semplicità attraverso uno stile di scrittura diretto che affascinano, diventando un nome nel panorama pop-indie italiano. Ad aprile partirà il Palazzacci Tour ed è nel contatto con il pubblico che Fulminacci trae linfa vitale.

Le parole dei vincitori, tra emozione e incredulità

«Ho ancora addosso l’emozione. È la vittoria di un popolo, di chi ha perseverato sempre i propri sogni. Faccio questo mestiere da quando avevo 7 anni e perseverare tra cadute e salite ripide non è stato facile, questa è la vittoria di tutti quelli che come me arrivano dal basso», dichiara Sal Da Vinci in conferenza stampa.

 

Anche Sayf contento del risultato. «Sono partito senza sperare niente, è un sogno essere qui. La mamma è la donna più importante della vita e per me è un orgoglio aver potuto condividere quest’esperienza con lei e portarla sul palco. Volevo fotografare quel momento e non era previsto», racconta.

 

«Una soddisfazione gigante, non pensavo neanche di essere presa al festival. Era una proposta così originale e se vogliamo strampalata. Sono contenta che un brano come il mio con sonorità pop, elettro-pop ma anche acid house, sia sul podio, mi sembra un’allucinazione letterale», dice un’emozionata Ditonellapiaga.

 

I risultati del festival sono dovuti a un lavoro di squadra che ha soddisfatto i vertici e che ora vedrà un nuovo direttore artistico Stefano De Martino.

«È stato un percorso molto divertente ed entusiasmante. Sono felice dei risultati e anche di aver potuto portare in tv il passaggio di consegne con Stefano, volevo dare il testimone verso il futuro e volevo essere io per la prima volta a farlo in diretta», conclude Carlo Conti.

 

Foto © Agi per Ufficio Stampa Rai 

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