Anne Hathaway e Ewan McGregor protagonisti de La fine di Oak Street, un film che ci catapulta in una dimensione inaspettata dove i dinosauri dettano le regole
Un quartiere tranquillo, villette a schiera, una famiglia come tante dove la tranquillità è minata dai problemi quotidiani e di coppia. Ma Oak Street non è una strada come le altre. Improvvisamente un evento cosmico cambia tutto e quel che fino a poco prima sembrava un problema immenso, viene sostituito da qualcosa di spaventoso.
Dal 12 agosto Warner Bros. Pictures porta al cinema La fine di Oak Street, un film sceneggiato, diretto e prodotto da David Robert Mitchell.
Anne Hathaway e Ewan McGregor sono i protagonisti affiancati da Maisy Stella e Christian Convery.
La fine di Oak Street è un film avvincente, misterioso, avventuroso che trasmette suspense, pericolo e paura. Una trama che tiene incollati alla poltrona fino all’ultima scena accompagnati dal ritmo inconfondibile delle musiche composte da Michael Giacchino. Una storia che profuma di cinema del passato.
Durante un temporale notturno una misteriosa luce accecante colpisce Oak Street e trasporta l’intero quartiere residenziale in un luogo sconosciuto. La famiglia Platt dovrà fare affidamento sulla loro capacità di restare uniti di fronte alle difficoltà per poter sopravvivere e per riuscire a orientarsi in un ambiente irriconoscibile.
Siamo negli anni Ottanta. I ragazzi si muovono nel quartiere con le biciclette, ascoltano la musica con il walkman. I libri si scrivono sulla macchina da scrivere, i sogni e le aspettative sono il motore di una quotidianità segnata da discussioni di una coppia che non trova più la giusta motivazione per andare avanti. Perché a volte l’amore non basta, o forse perché ha bisogno di essere alimentato da azioni, momenti condivisi e circostanze che portano a ritrovare nell’altro gli aspetti che ce ne hanno fatto innamorare.
La fine di Oak Street è un film che punta un focus non soltanto su una storia di fantascienza ben confezionata, ma su riflessioni personali che vanno poi oltre lo schermo. È la famiglia il motore principale che muove ogni cosa, capace di unire nelle difficoltà, rafforzare i legami durante le avversità che sembrano insormontabili e trovare proprio in quell’unione la forza per poter affrontare tutto.
La fine di Oak Street è un’esperienza cinematografica adrenalinica dove si provano le emozioni più controverse, dalle risate alle lacrime.
«Fin da bambino ho desiderato girare un film sui dinosauri. Mio padre ne era appassionato e aveva sognato di diventare un paleontologo», racconta il regista.
È chiaro che quando si sente parlare di dinosauri si possa pensare subito a Jurassic Park, ma Mitchell firma un lavoro diverso anche se l’atmosfera dei film di Spielberg in generale si avverte tutta.
Ne La fine di Oak Street osserviamo specie provenienti da diverse ere preistoriche, e questa è stata una scelta intenzionale che si discosta da film precedenti sui dinosauri. Piuttosto che puntare a una rigorosa accuratezza cronologica, Mitchell ha preferito mescolare vari tipi di dinosauri per accrescere il mistero che circonda il portale soprannaturale per i viaggi nel tempo, rafforzando l’idea che creature vissute a milioni di anni di distanza nella storia della Terra siano state catapultate nello stesso quartiere.
Una tensione costante, tanti colpi di scena e sequenze d’azione intense. La fine di Oak Street è un film girato in parte in IMAX e quindi vederlo sul grande schermo fa la differenza, soprattutto se si ha la possibilità di scegliere sale con immagini e sonoro di alta qualità.
Foto ©Courtesy Warner Bros. Pictures
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Alessandra Caputo
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